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domenica 23 luglio 2017

UE: arrivano le sanzioni contro la Polonia?


Ultima ora 24 luglio 10.30
VARSAVIA - Il presidente polacco Andrzej Duda ha deciso di non firmare le leggi sulla Corte Suprema e sul Consiglio nazionale della magistratura che mettevano a rischio l'autonomia dei giudici polacchi, rimandandole in parlamento.
Lo ha detto lo stesso Duda in una conferenza stampa a Varsavia. Duda ha spiegato che il suo ufficio non è stato consultato prima dell'approvazione in aula e contestando anche che, secondo le nuove leggi, i giudici dovrebbero essere indicati dal ministro della giustizia, che copre già la carica di procuratore generale.
La Polonia sfida l’Ue sulla Giustizia con la riforma della Corte Suprema. Il ministro della Giustizia avrà il compito di nominare i giudici della Corte suprema mentre i parlamentari indicheranno i componenti del Consiglio nazionale della magistratura.


La nuove legge giudiziaria polacca, approvata sabato, ha attirato condanne dai leader dell'Ue e ha sollevato importanti proteste in tutto il Paese. Proposta dal partito populista al Governo, la legge dà al presidente e al ministro della Giustizia il potere di nominare e valutare i giudici della Corte Suprema. Questo, secondo molti osservatori, mina l'indipendenza del potere giudiziario.

IN BREVE
- L'UE ritiene che sia sotto minaccia lo stato di diritto della Polonia. E non sarebbe la prima volta: finora il governo polacco non ha mai partecipato ad alto livello al dialogo sullo stato di diritto voluto dall’esecutivo comunitario, e non sembra intenzionato a farlo adesso.
- La Commissione europea nella giornata di ieri ha chiesto al governo di Varsavia di sospendere i provvedimenti adottati nelle ultime settimane in materia di riforma della giustizia.
- In caso di approvazione di questi provvedimenti, infatti, spetterà al Parlamento, e non ai giudici stessi, il potere di nomina di 15 dei 25 membri che compongono il Consiglio superiore della magistratura. Le nuove procedure di nomina dei giudici della Corte suprema, poi, stabiliscano che sia il governo a decidere quando mandarli in pensione affidando al ministro della Giustizia tale potere. Sempre il Guardasigilli diventerebbe l’unico responsabile per la nomina dei presidenti dei tribunali regionali e le corti d’appello.
- Intanto si sono formati gruppi di migliaia di manifestanti davanti al Parlamento che temono un controllo sulla magistratura.
- Anche da Bruxelles si ritiene che con queste riforme la giustizia «agirebbe a piacimento dei leader politici».
- L'UE è pronta ad avviare procedure d’infrazione attraverso la Corte di giustizia dell’Ue. Vuol dire multe anche molto pesanti. 
Il premio Nobel 1983 Lech Walesa si è dichiarato a favore dell'autonomia del potere giudiziario da quello legislativo ed esecutivo in Polonia, paragonando questi tre "pilastri della democrazia" ai tre piedi senza i quali ogni stato, ma anche ogni tavolo - perde l'equilibrio. Walesa ha sostenuto che invece di organizzare le marce di protesta è molto meglio incontrare e parlare con la gente. "Liberta', uguaglianza, educazione" gli hanno risposto gridando i presenti, fra quali tanti giovani.

E intanto il ministro della giustizia tedesco Heiko Maas iudica favorevolmente eventuali sanzioni dell'Unione europea contro la Polonia a causa delle controverse riforme giudiziarie di Varsavia.

Il ministro ha dichiarato domenica al settimanale Bild am Sonntag che "l'indipendenza della magistratura è in pericolo in Polonia. Chi dà così poco rispetto al ruolo del diritto deve accettare di isolarsi politicamente". Ha quindi aggiunto che "l'Unione europea non può stare ferma a guardare.
Giustizia e democrazia sono il fondamento dell'Ue".



UNGHERIA A FIANCO DELLA POLONIA CONTRO LA UE 

L'Ungheria difende le politiche della Polonia e assicura che proteggerà Varsavia dalla "campagna di inquisizione" a cui la sta sottoponendo l'Ue dopo l'approvazione della legge sulla Corte Suprema con la quale viene cancellata l'autonomia del sistema giudiziario polacco.
Il primo ministro ungherese Viktor Orban ha dichiarato che il suo Paese ricorrerà a tutti i mezzi legali possibili per proteggere la Polonia dall'inquisizione dell'Ue. "In questo momento - ha detto - il principale obiettivo dell'inquisizione, l'esempio di governo nazionale da indebolire, smantellare e spezzare è la Polonia". Per Orban l'Ue sta aggirando i diritti degli stati membri e sta cercando di applicare politiche, come quelle sull'aumento dell'immigrazione a cui si oppongono molti paesi europei. La leadership europea insieme al miliardario George Soros vuole una "Europa nuova, mista, musulmanizzata": le barriere alle frontiere ungheresi - ha aggiunto - fermeranno gli sforzi di Ue-Soros per incrementare l'immigrazione musulmana.

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