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martedì 22 settembre 2026

Le eccellenze italiane nel segno di Francesco – Rendere visibile l’invisibile

Dal 23 settembre al 2 ottobre 2026, Palazzo Piacentini a Roma, sede del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, ospita la mostra “Le eccellenze italiane nel segno di Francesco – Rendere visibile l’invisibile”, promossa da Confrestauro e curata da Piero Luigi Carcerano

Progetto Arte Poli – particolare del portale in bronzo della Chiesa di Greccio


L’apertura ufficiale del 23 settembre, alla presenza del ministro Adolfo Urso, inserisce l’iniziativa nel contesto delle celebrazioni per gli ottocento anni dalla morte di San Francesco d’Assisi, sottolineando come il Made in Italy rappresenti non solo un insieme di prodotti, ma soprattutto una cultura fondata su conoscenze, abilità manuali e trasmissione del sapere.


Il percorso espositivo si sviluppa attorno al concetto di rendere percepibile ciò che solitamente rimane nascosto: un patrimonio fatto di gesti, tecniche e competenze che precedono l’opera finita e ne assicurano la durata nel tempo. In questa prospettiva, il Made in Italy viene interpretato oltre il valore estetico e commerciale, recuperando la sua dimensione culturale legata al fare, alla memoria e alla responsabilità.


Tra le proposte, Progetto Arte Poli mette in dialogo la Croce di San Damiano con la Croce della Speranza realizzata da Albano Poli, offrendo una riflessione sul restauro inteso non solo come conservazione, ma come ricomposizione. Rubelli presenta invece un confronto tra materiali come canapa e velluto, dimostrando la continuità tra tradizione e innovazione. Dolci Colori valorizza l’origine naturale del colore, mentre General Marmi, insieme a Tortuga Design, propone un fonte battesimale ricavato da un masso erratico, trasformando la materia in simbolo.


Grande attenzione è dedicata alle persone e alle competenze che custodiscono questi saperi. Le dimostrazioni della Scuola di Restauro di Botticino e dell’Istituto per l’Arte e il Restauro – Palazzo Spinelli, insieme ai filmati e al lavoro fotografico di Roberto Salomone, riportano al centro le mani, i gesti e i processi che rendono possibile la conservazione del patrimonio.


In un’epoca in cui il prodotto finito tende a distaccarsi dal processo che lo genera, il restauro propone un approccio opposto, basato sulla conoscenza dei materiali e della loro evoluzione nel tempo. Temi come il rapporto tra conservazione e trasformazione, così come l’integrazione della tecnologia, diventano quindi centrali anche per l’architettura contemporanea.


La figura di San Francesco d’Assisi attraversa l’intero progetto come riferimento culturale, richiamando un rapporto autentico con la materia, la natura e la cura. Il presidente di Confrestauro, Alberto Rui, evidenzia come il vero valore del Made in Italy risieda nelle persone, nelle competenze e nelle tecniche tramandate, elementi che consentono alla bellezza di attraversare il tempo.


La mostra restituisce così al Made in Italy una visione più ampia e profonda, che va oltre il semplice marchio e affonda le proprie radici nella cultura. A Palazzo Piacentini emerge quindi l’aspetto più prezioso e spesso invisibile della produzione italiana: la continuità tra passato e futuro, fondata sull’intelligenza delle mani e sulla memoria della materia.



L'articolo completo di Piero Luigi Carcerano è su Interiorissimi





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