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lunedì 20 aprile 2026

Bulgaria, trionfa Radev: crolla Borissov e cambia la scena politica del Paese

 


In Bulgaria si consuma un terremoto politico di proporzioni storiche. Secondo gli exit poll delle elezioni legislative del 19 aprile, il nuovo partito dell’ex presidente Rumen Radev, Bulgaria Progressista, avrebbe conquistato il 38% dei voti, staccando nettamente il partito conservatore Gerb dell’ex premier Boyko Borissov, fermo intorno al 16%. Più indietro anche la coalizione liberale Pp-Db, accreditata del 14%.


Il dato più significativo non è soltanto la vittoria di Radev, ma il crollo verticale del sistema politico che ha dominato il Paese nell’ultimo decennio. Gerb, forza centrale della politica bulgara per anni, paga probabilmente l’usura del potere, le accuse ricorrenti di corruzione e l’incapacità di garantire stabilità in una fase segnata da otto elezioni in cinque anni. Un logoramento impressionante che racconta una democrazia rimasta bloccata in una crisi permanente.


Radev intercetta evidentemente la domanda di cambiamento. La sua figura, già molto popolare durante la presidenza, si presenta come alternativa all’élite tradizionale e come risposta al caos istituzionale. Il 38% rappresenta un consenso ampio, ma non necessariamente sufficiente per governare da solo: il vero nodo sarà la costruzione di una maggioranza parlamentare in un quadro ancora frammentato.


Sul piano europeo, il voto bulgaro sarà osservato con attenzione. Bulgaria è un Paese strategico sul fronte energetico, migratorio e nei rapporti con la Russia. Un nuovo equilibrio politico a Sofia potrebbe incidere sia sulle politiche interne sia sugli assetti dell’Unione Europea nell’area balcanica.


In sintesi, più che una semplice elezione, questo voto sembra segnare la fine di un ciclo politico e l’inizio di una fase nuova. La domanda decisiva resta aperta: Radev sarà l’uomo della stabilità oppure l’ennesimo protagonista di una transizione senza sbocco?


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