Comunicato Stampa
| Arch. Anna Carulli Presidente Nazionale |
«Come INBAR - spiega l'Arch. Anna Carulli - intervengo nel dibattito sui DDL 1711 e 1112 con una convinzione chiara: non siamo di fronte a semplici dettagli redazionali, ma a nodi sostanziali di coerenza e di applicabilità. CAM, criteri di verifica e principi come il Do No Significant Harm non possono comparire come richiami isolati: devono essere integrati in modo sistemico, perché è lì che una norma diventa davvero eseguibile e misurabile.
In particolare, ritengo necessario che il percorso legislativo si allinei esplicitamente al Piano d’Azione Nazionale per il Green Public Procurement (PAN GPP) e ai Criteri Ambientali Minimi (CAM): sono la base strategica che consente alle Pubbliche Amministrazioni di tradurre sostenibilità, economia circolare e riduzione degli impatti in requisiti tecnici e clausole verificabili. Allo stesso modo, i principi dichiarati devono essere accompagnati da criteri chiari di verifica, altrimenti rischiano di restare enunciativi e di generare incertezza nell’applicazione.
Come Istituto abbiamo contribuito e lavorato a lungo perché qualità del costruito e benessere delle persone fossero tradotti in strumenti concreti. Per questo chiediamo che i DDL si allineino in modo esplicito e coerente a PAN GPP e CAM, evitando ambiguità e duplicazioni, e rafforzando un impianto normativo realmente applicabile. Il dialogo avviato qui mi conferma che la collaborazione tra politica e comunità professionale è la condizione necessaria per arrivare a leggi utili, applicabili e realmente trasformative.»



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