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mercoledì 18 febbraio 2026

Il Kosovo celebra a Roma il diciottesimo anniversario della dichiarazione di indipendenza

di Claudio Pasqua

In occasione del diciottesimo anniversario della dichiarazione di indipendenza del Kosovo, proclamata il 17 febbraio 2008, si è svolta a Roma la cerimonia ufficiale presso l’Ambasciata del Kosovo presso la Santa Sede, promossa dalla Missione Speciale della Repubblica del Kosovo. 



Figura centrale dell’evento è stato Vehbi Miftari, capo della Missione del Kosovo presso la Santa Sede dal febbraio 2024. Nel suo intervento, Miftari ha delineato l’immagine di un Kosovo ormai giunto a una piena maturità democratica, fondato sui principi di libertà, responsabilità istituzionale e tutela dei diritti fondamentali. Ha ricordato come l’indipendenza del 2008 abbia rappresentato l’ingresso del Paese nella comunità delle nazioni libere, esito di un percorso complesso sostenuto in modo determinante dalla comunità internazionale.

Giovanni Firera, HE Vehbi Miftari  


Già consigliere politico della Presidente Vjosa Osmani, Miftari guida oggi la rappresentanza kosovara in un contesto diplomatico delicato, nel quale il Kosovo mira al riconoscimento formale da parte della Santa Sede. L’attuale presenza diplomatica opera attraverso un ufficio di collegamento, configurandosi come una rappresentanza pre-diplomatica ma già attiva e strutturata.

Nel suo discorso ha espresso riconoscenza verso gli Stati Uniti, l’Unione Europea e, in modo particolare, la Santa Sede, evidenziandone il ruolo morale e diplomatico nel promuovere pace e dialogo. Ha ribadito la strategia di integrazione euro-atlantica e ha presentato il Kosovo come una società pluralista, costruita sulla convivenza tra comunità diverse, sul rispetto religioso e sul dialogo interconfessionale.

In questo contesto si inserisce la partecipazione di Giovanni Firera, già console onorario d’Albania in Italia, figura di riferimento nelle relazioni istituzionali e culturali tra l’Italia e l’area balcanica. Forte di una lunga esperienza diplomatica e di un impegno costante nella promozione del dialogo tra i popoli dell’Europa sud-orientale, Firera ha preso parte alla celebrazione testimoniando attenzione e vicinanza alle dinamiche politiche e culturali della regione. Nel corso della sua attività, ha contribuito a rafforzare i rapporti bilaterali e a sostenere iniziative di cooperazione istituzionale, culturale ed economica, consolidando un profilo riconosciuto negli ambienti diplomatici.





«Nel diciottesimo anniversario dell’indipendenza del Kosovo - ha spiegato Giovanni Firera - desidero rivolgere un messaggio di stima per il cammino compiuto dal Paese nel consolidamento delle sue istituzioni democratiche e nel rafforzamento del dialogo internazionale.

Avendo ricoperto il ruolo di console onorario d’Albania in Italia, ho seguito con attenzione l’evoluzione del Kosovo e il suo impegno verso la stabilità, la convivenza tra comunità e l’integrazione europea. Oggi, nel mio incarico conferitomi dalla Camera Nazionale dell’Artigianato di Tirana come rappresentante per il Piemonte, con responsabilità estese a tutto il territorio italiano, intendo continuare a sostenere iniziative che favoriscano cooperazione, sviluppo e relazioni costruttive nell’area balcanica.

Il Kosovo rappresenta una realtà giovane ma determinata, che merita attenzione, rispetto e opportunità di piena integrazione nel contesto europeo.»


Tornando al cuore dell’intervento ufficiale, Miftari ha richiamato anche le radici storiche e spirituali del Kosovo, citando il legame con il cristianesimo attraverso figure e luoghi simbolici come San Paolo, il sito di Ulpiana, i martiri locali, Santa Madre Teresa e il presidente Ibrahim Rugova, ricordato come esempio di leadership pacifica apprezzata anche in Vaticano.




Ha infine sottolineato il valore dell’istituzione della Missione della Repubblica del Kosovo presso la Santa Sede, nata dall’accordo tra Papa Francesco e la Presidente Vjosa Osmani. Questo passaggio, secondo Miftari, rappresenta un momento significativo nel cammino verso una pace stabile e un riconoscimento dell’impegno del Kosovo nella promozione dei valori umani universali. In qualità di primo rappresentante del Paese presso la Santa Sede, ha evidenziato con soddisfazione i progressi compiuti sia sul piano operativo sia nel consolidamento delle relazioni bilaterali.

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