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sabato 3 gennaio 2026

Cras-Montana come il Cinema Statuto: quando la sicurezza continua ad essere un optional

Cras-Montana, una tragedia che interroga il presente
a cura di Giovanni Firera

L'entrata del Cinema Statuto di Torino dopo l'incendio che, il 13 febbraio 1983, costò la vita a 64 persone


La tragedia di Cras-Montana, in Svizzera, riapre una ferita che credevamo consegnata alla memoria storica. A distanza di decenni, il pensiero corre inevitabilmente al rogo del Cinema Statuto di Torino: contesti diversi, Paesi diversi, ma un identico, drammatico denominatore comune. La sicurezza.

Ogni volta che un evento collettivo, uno spazio pubblico, una struttura destinata ad accogliere persone si trasforma in teatro di morte, emerge una verità scomoda: la prevenzione non è mai un dettaglio tecnico, ma una scelta politica, amministrativa e culturale. Non basta commemorare, non basta indignarsi a caldo. Serve una vigilanza costante, rigorosa, spesso impopolare, ma imprescindibile.

Le tragedie non sono mai solo fatalità. Sono quasi sempre il risultato di sottovalutazioni, ritardi, compromessi. Cras-Montana, come il Cinema Statuto, ci ricorda che il progresso non si misura solo in efficienza o attrattività, ma nella capacità di proteggere la vita umana. Una lezione antica, che continuiamo a imparare troppo tardi.

Il Cinema Statuto in un'immagine storica precedente la tragedia


L'incendio al Cinema Statuto di Torino del 1983 

L’incendio del Cinema Statuto di Torino, avvenuto il 13 febbraio 1983, rappresenta una delle più gravi tragedie civili del secondo dopoguerra italiano. Sessantaquattro persone persero la vita non tanto per la violenza delle fiamme, quanto per l’inalazione di fumi altamente tossici, sprigionati da materiali che, pur essendo formalmente “a norma”, si rivelarono letali in caso di incendio. Il pubblico, colto di sorpresa durante la proiezione, cercò di fuggire ma trovò le uscite di sicurezza chiuse o impraticabili, trasformando il cinema in una trappola mortale.

La tragedia mise in luce un paradosso inquietante: il cinema era stato ristrutturato da poco e aveva superato tutti i controlli previsti dalla legge. Tuttavia, quelle norme si dimostrarono inadeguate, generiche e incapaci di prevenire davvero il rischio. La catena di eventi — il cortocircuito, la propagazione rapida del fuoco, la mancata accensione delle luci di emergenza, le uscite bloccate, l’assenza di una cultura della gestione dell’emergenza — trasformò un incidente in una strage.


Poliziotti e Vigili del Fuoco cercano di ricostruire la dinamica dell'incendio all'interno della sala (24 luglio 1983)


In questo senso, l’incendio del Cinema Statuto può essere letto in parallelo con la tragedia di Crans-Montana: in entrambi i casi, le vittime si trovarono in situazioni che, almeno sulla carta, erano considerate sicure. Anche lì, come a Torino, non fu un singolo errore a causare il disastro, ma l’accumularsi di scelte tecniche, normative e organizzative che sottovalutavano il “caso peggiore”. La fiducia eccessiva nei controlli formali e nelle certificazioni sostituì una reale prevenzione del rischio.

Sia a Torino sia a Crans-Montana, la tragedia rivelò quindi una responsabilità collettiva e sistemica: non solo individui colpevoli, ma un intero modello di sicurezza basato sul rispetto burocratico delle regole piuttosto che sulla tutela concreta delle persone. Ed è proprio dal sacrificio delle vittime che nacque, in entrambi i casi, una svolta: la consapevolezza che la sicurezza non può limitarsi a essere “regolare”, ma deve essere effettiva, dinamica e pensata per affrontare le emergenze reali.



FONTI  



Mauro Benedetti, «E se fosse capitato a mio figlio?», in Stampa Sera, 15 febbraio 1983, p. 3.


Francesco Fornari, Teatri carichi di storia non antincendio, in La Stampa, 1º dicembre 1983, p. 26.


Cinema Statuto, il ricordo del vigile del fuoco: «Spalancai una porta e vidi i corpi. E poi altri. Non finiva mai»


Trent'anni fa il rogo al cinema Statuto. Caselli: «Fu l'inchiesta più difficile», su lastampa.it, 13 febbraio 2013.


Rossella Quaranta, L'incendio al cinema Statuto di Torino, 30 anni fa, su ilpost.it, 13 febbraio 2013.


Giusi Fasano, Cinema Statuto, il ricordo del vigile del fuoco: «Spalancai una porta e vidi i corpi. E poi altri. Non finiva mai» su il Corriere, 18 febbraio 2013



1983. La strage al cinema Statuto di Torino VIDEO su RAI NEWS 
















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